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9月19日 Mentalità pallavolosa u.ù<Non c'è niente da fare: la prima vittoria è vincere contro noi stessi. E dopo questa prima vittoria possiamo già cominciare ad avere una mentalità vincente, perchè sappiamo vincere i nostri difetti, e ancora non abbiamo battuto nessuna squadra. Il secondo passo è vincere contro le difficoltà, che è un'altra cosa rispetto a noi, perchè quando parlo dei nostri limiti parlo di limiti personali, oltre che della squadra, non limiti in generale. Poi ci sono altre difficoltà di ogni tipo che dobbiamo risolvere, che dobbiamo battere. La nostra squadra oggi è famosa a livello internazionale per un fatto che sembra banale, ma non lo è: siamo famosi perchè non ci lamentiamo mai. Sembra poco, ma non è poco. Potete controllare tutti i giornali dall'89 a oggi, non è mai capitato che dopo una sconfitta noi dicessimo: "E' stato il fuso orario, avevamo un giocatore con un'indigestione, abbiamo dormito male, l'arbitro...". Mai. Non l'ho detto mai. Perchè? Perchè anche questo modo di comportarsi fa parte della mentalità vincente. Tutti possono spiegare perchè non si è riusciti a fare una cosa, pochi riescono a farla lo stesso. E per questo occorre vincere anche le piccole difficoltà. [...] Non riuscire a vincere le difficoltà porta a quella che chiamiamo la "cultura degli alibi", cioè il tentativo di attribuire il motivo di un nostro fallimento a qualcosa che non dipende da noi. Di solito ci si rifà a cose molto grandi, strutturali, storiche, del genere caratteristiche dei popoli ("Noi italiani siamo così, lo sono nei cromosomi, e allora non c'è niente da fare"). Ma la cultura degli alibi utilizza anche spiegazioni più banali. Nella pallavolo, ad esempio, si verifica questa situazione: lo schiacciatore, che riceve la palla un po' staccata dalla rete e tira fuori, dice al palleggiatore: "Prego, la palla più vicina", il palleggiatore, che a sua volta ha ricevuto la palla un po' staccata e ha alzato male, si gira e dice alla ricezione: "Ragazzi, la ricezione!", quello che ha ricevuto la palla dall'avversario non può dirgli: "Batti più facile!", allora dice: "Quella luce mi dà nell'occhio", allora devo chiamare gli elettricisti, invece di allenare! [...] Il terzo livello di vittoria è vincere contro gli avversari, e qui viene il problema della qualità, nostra e degli altri, ed il problema di misurarla. In tal senso le statistiche ci servono a non fidarci delle semplici impressioni e anche a misurare in cosa dobbiamo migliorare. Ricerca della qualità non significa infatti ricerca della perfezione, perchè quella della perfezione è un'idea perdente, per il semplice motivo che non è possibile raggiungerla. Se si pretende la perfezione, otteniamo il risultato che il giocatore, vedendo che non ci riesce, comincia a considerarsi in modo negativo, perchè non raggiunge l'obiettivo che gli abbiamo dato. Uno dei compiti di un vero allenatore è saper individuare fra tutti gli elementi da migliorare in una partita quelli che sono decisivi per la vittoria. Questo significa stabilire delle priorità, e credo che sia una delle cose più difficili da fare. Ma stabilire delle priorità è l'unico modo per guidare il processo che porta alla vittoria. Fra tutti i difetti dei giocatori occorre individuarne tre e su quelli bisogna "martellare", finchè non si ottiene il salto di qualità, mentre gli altri li tocchiamo, ma non possiamo pretendere per tutti lo stesso livello di applicazione. Vorrei dire qualcosa anche sul metodo. Un metodo, senza la conoscenza specifica, profonda di quello che uno fa, è una scatola vuota. Noi come squadra abbiamo applicato un metodo, ma la ragione vera per cui abbiamo fatto un salto di qualità è che la squadra gioca meglio, e perchè una squadra giochi meglio occorre che il suo allenatore sappia di pallavolo, prima che di psicologia, di metodi e di altro. Occorre quindi il metodo, ma soprattutto la conoscenza specifica.>
~ Julio Velasco ~
Cambiato di nuovo:) L'ultima versione mi piaceva da morire ma non posso stare senza blu *___*
E' troppo rilassante:D però non mi convince tanto l'immagine sopra... forse la rifarò, non so...
Mi sto intrippando (intrippando?? xD) con Dexter, cioè è tosta anche la sigla!
Solo che lo danno troppo tardi uffa... io devo andare a letto! Poi al mattino sono tipo zombie, rischio di dire cose senza senso più di quello che faccio di solito:D
Poi sto leggendo Eclipse che è meraviglioso! (omaggio alla Crusca xD) *___*
Tra l'altro secondo me è il più bello dei tre... ho detto tutto!
Comunque ho deciso che ora chiudo perchè
1. è tardi
2. sono distrutta (allenamento dalle 19.30 alle 21.55 O.o) -> allenamento durante il quale però Davide (il coach serio) ci ha dato la filosofia di Velasco qui sopra (tutto il rispetto)
3. devo ancora fare la cartella! Fortunatamente ho finito in tempi recordi il riassunto dell'articolo del Newsweek oh yeah u.ù sono troppo un boss!
4. la pubblicità di Nip/Tuck mi sta shockando! Cioè, Christian ama Julia?? C'è qualcosa che non va |:
Beh, lasciatemi opinions su questa nuova versione bluosa:D Goodnight u.ù
9月7日 Ancōra una vōlta per te ♥ Io ti sento, lo stomaco si chiude,
il resto se la ride appena ridi tu. Ti sento dentro tutte le canzoni
in un posto dentro che so io. Ti sento e parlo di profumo, t'infili in un pensiero e non lo molli mai. Io ti sento al punto che disturbi,
al punto che è gia tardi, rimani quanto vuoi. ![]() E tutto quello di cui ho bisogno è in te. Nelle tue parole, nei tuoi gesti, nei tuoi baci. Ora so che esistono le farfalle nello stomaco. Ora so che non è un modo di dire. Non posso smettere di dirti grazie, per ogni attimo passato insieme, per ogni giorno che rendi bello solo con il semplice fatto di essere con me, per ogni parola, per ogni sorriso. Per ogni volta che stavo male e mi è bastato stringermi a te per cancellare tutto e tutti. Per ogni volta che hai capito senza che io ti dicessi niente, per non essere mai banale. Per ogni volta che mi hai sopportato quando all'inizio avevo paura. Per ogni volta in cui avrei dovuto ringraziarti e non l'ho fatto, e tu non hai detto niente. Per ogni volta in cui hai fatto quello che volevo io, anche se tu non volevi. Grazie perchè finalmente posso dire che ti amo. Finalmente non fa più male. E' così facile con te dirlo, è così facile parlare, sorridere, vivere. E non smetterò mai di ringraziarti per questo. Mai. |
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